
26 ottobre 2008
24 ottobre 2008
La piazza del Pd
Domani il Partito Democratico scende in piazza.
Da giorni non si parla d'altro.
Da giorni non si parla d'altro.
Eppure, la manifestazione in sè è nell'aria da tempo, anzi è prevista da luglio quando il Pd lanciò la petizione nazionale "Salva l'Italia!" per denunciare le politiche sbagliate del governo Berlusconi.
Solo fino a poche settimane fa, peraltro, sembrava dovesse essere un flop. Anche all'interno del Pd vi erano distinguo e indecisioni: la piazza fa paura. Di certo ai moderati e molti nel Pd gridavano alla deriva "di piazza"... chiedevano di dinstinguersi anche nei modi da una certa politica massimalista. Così affermavano, ma oggi tutto tace e tutti si concentrano sulla manifestazione che, con alti e bassi in giro per l'Italia, "rischia" davvero di portare al Circo Massimo centinaia di migliaia di persone.
E con quali risultati?
Lo vedremo dopodomani: intanto si notano alcune cose... sul palco del Circo Massimo dovrebbe salire Rosario Crocetta, ex Pdci, sindaco di Gela simbolo della lotta alla mafia. E poi sfilerà nel corteo Angius, già diessino transfuga nel Partito socialista, e ora ritornato nel Pd con la sua componente "Democrazia e Socialismo"...)
Insomma la manifestazione per ora ha ricompattato una certa area riformista e di governo, dopo che l'11 ottobre due piazze divise avevano manifestato: Di Pietro da una parte, la sinistra radicale dall'altra. Sinistra radicale che, nelle sue componenti verde e Sd era stata tentata di distinguersi dalla linea di Ferrero (Prc) aderendo, in sordina, alla manifestazione. Ora proprio domani si ritroverà invece a Genova per un No Gelmini Day...
E l'Italia dei Valori? certo sarà anche lei in piazza con il Pd domani... ma i suoi problemi li ha, è passato forse un po' in sordina, ma martedì Di Pietro è stato messo in minoranza nel suo stesso partito dall'Esecutivo nazionale su una proposta di documento, presentato dal leader Di Pietro, che sanciva la rottura definitiva con il Partito Democratico.
Intanto... un sondaggio fa sapere che gli elettori del Pd preferiscono ancora un'alleanza con l'Idv (53%) piuttosto che una con l'Udc (43%)... e soprattutto: il 50% ritiene opportuna un'alleanza con la sinistra e i Verdi: soprattutto i giovani (56%).
Intanto domani il Pd incasserà il benefit che le questioni scuola e salari, crisi e alcuni errori del governo gli forniscono. Come andare avanti, lo si vedrà, ma forse ce lo mostrerà anche la piazza, chi ci sarà, quanti ci saranno, chi non ci sarà...
22 ottobre 2008
Piazze divise?
La manifestazione di due settimane fa aveva visto la Sinistra Radicale unita nell'opposizione al governo Berlusconi.In realtà, su questo è ancora unita, il problema è che ci si divive sui modi e sulla posizione da tenere nei confronti della manifestazione organizzata dal Pd per questo sabato, 25 ottobre. Dentro Rifondazione non a tutti è piaciuto che Ferrero (in foto) abbia deciso di organizzare banchetti nelle città italiane proprio in contemporanea, come a sabotare l'iniziativa del Pd o a impedire, forse, che esponenti del sindacato e militanti abbiano la tentazione di andare a Roma. Solo Diliberto (Pdci) plaude invece Ferrero. La corrente rifondarola di Vendola e Bertinotti si dissocia e lamenta che mai, neanche nei moenti di maggiore contrapposizione con i Ds, si era sabotata un'iniziativa dell'area riformista. Verdi e Sinistra Democratica, sono tentati dalla possibilità di aderire all'ultimo momento alla manifestazione di sabato... Insomma... prove di scissione in Rifondazione? Sullo sfondo, la possibilità di far rinascere il progetto della Sinistra Arcobaleno come forza alleata al Pd e lasciando alla deriva le aree oltranziste di Rifondazione. Non a caso, l'area di Elettria Deiana, già presentatasi al congresso nazionale di Prc con una propria autonoma mozione, ora va a braccetto con Vendola...
...d'altra parte... la sinistra radicale ha anche dei grattacapi d'altro genere. Come rapportarsi con l'Italia dei Valori? Di Pietro è causa di non pochi problemi non solo per il Pd ma anche per il resto della sinistra: e due settimane fa le due piazze simultanee, quella di Idv e quella di Prc-Pdci-Sd-Verdi, si son guardate e ascoltate ma non si sono mai incontrate. Uniti certo nel referendum contro il lodo Alfano, ma ben distanti su tutto il resto.
Che il nuovo alleato del Pd, più che l'Udc (molto gelida sulla manifestazione del Pd peraltro...), possa diventare Vendola?
12 ottobre 2008
In piazza?
Rinasce la sinistra?
Lo vedremo, intanto la sinistra oggi tristemente extraparlamentare cerca di ritagliarsi una fetta di spazio in quest'autunno che si preannuncia caldo. Piazza e ancora piazza, sembra essere la strategia di Rifondazione che oggi, cercando di uscire da un isolamento pericoloso, ha riallacciato un asse con il Pdci di Diliberto e Rizzo (proprio in un momento di grave crisi del Pdci che perde militanti ed esponenti di rilievo).
Nulla è dato sapere, invece, dei Verdi, praticamente scomparsi e ancora indecisi sul "che fare?".
Infine, continua ad essere ondivago l'atteggiamento del Pd, che attraversa una grave fase di incertezza rispetto alle strategia di lungo termine, una crisi di progetto peraltro comune a tutta la sinistra. E la crisi economica e finanziaria rischia di aggravare anche l'incertezza del Pd: nel momento di crisi, bisogna collaborare per il bene del Paese o prendere le distanze dalle responsabilità di un governo che, peraltro, affronta la crisi con meri slogan? Tra l'abbraccio della responsabilità, che rischia di compromettere il Pd facendo da stampella al governo, e il rischio di perder credibilità come alternativa di governo trasferendosi su posizioni di mera opposizione, il cammino è stretto e, per ora, non sembra essersi delineata un sentiero percorribile.
E così si marcia alla giornata.
1 ottobre 2008
Crocetta nel Pd?
E' decisamente strano come il Pd sia nato per sfondare al centro, e poi continua a sfondare solo a sinistra. Mah!
da Repubblica
ROMA - Dice che la "sinistra radicale rappresenta ormai un politica vecchia" perché "non c'è più solo il conflitto sociale, il mondo è cambiato e non hanno senso le divisioni dei progressisti". Rosario Crocetta è il sindaco di Gela, sindaco antimafia, protagonista, suo malgrado ovviamente, di conversazioni intercettate tra boss di Cosa nostra dove viene additato come un nemico, sei uomini di scorta giorno e notte. Crocetta è il fiore all'occhiello del Pdci, primo cittadino rosso in una terra dominata dal centrodestra, confermato per il secondo mandato con il 64 per cento. "Il comunismo per me significa condividere certi valori, lottare per gli ultimi, per la Costituzione, per l'antifascismo. Ma non amo le ideologie e non sono mai stato marxista, neanche da giovane". Insomma, Crocetta ha incontrato Veltroni venerdì scorso in Sicilia, da tempo subisce il pressing del suo amico Beppe Lumia, senatore del Pd, e sta per fare il salto: lascia i comunisti italiani e aderisce al Partito democratico. Non ha ancora preso una decisione definitiva. "Sto riflettendo". Parlerà con Oliviero Diliberto. Ma la scelta appare davvero vicina. Veltroni vuole portarlo sul palco della manifestazione del 25 ottobre, simbolo della Sicilia onesta che può persino vincere in una terra dominata dal centrodestra. Lui ha già pronunciato un mezzo sì: "Mi convince il progetto di cambiamento di Veltroni. È un politico contemporaneo, ha letto una mia intervista, mi ha chiamato, ci siamo capiti. Mi piace l'idea di una formazione politica post ideologica, un progetto che parla a tutta la società italiana". Naturalmente un sindaco antimafia ha anche bisogno di non rimanere solo con la sua battaglia. "La sinistra radicale non è più rappresentata in Parlamento e io devo avere un interlocutore. Lo faccio non tanto per me, non perché ho paura ma per il mio ruolo, per il mio lavoro".
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