25 settembre 2008

Veltroni ha scritto a Berlusconi.

17 settembre 2008

Home sweet home in Manhattan.

8 settembre 2008

E' morto il Re, viva il Re (tedesco)!

L'SPD volta pagina. Beck si è dimesso dopo la nomina a candidato cancelliere per le politiche 2009 in Germania di Steinmeier, attuale ministro degli esteri della "Grosse Koalition" con la CDU, inviso al presidente del partito Kurt Beck.

Beck non c'è stato ed è stato sostituito da Muentefering (in foto), già ministro del Lavoro di Schroeder.

Per le vicende interne della SPD, si tratta di un ritorno alla linea riformista e "centrista" dell'era Schroeder. E di una sonora bocciatura della linea "di sinistra" di Beck.


In realtà, la svolta a sinistra dell'SPD era coincisa con la nascita della Grosse Koalition. Poco dopo la formazione della coalizione, infatti, nell'SPD il rigurgito della base aveva portato al vertice Beck e altri esponenti della sinistra interna, nel timore che la coalizione potesse snaturare l'essere di sinistra dell'SPD. Inoltre, si era ritenuto che solo una sterzata a sinistra del partito potesse recuperarne il legame con l'elettorato tradizionale e in particolare contrastare l'ascesa della Linke, la nuovan formazione nata da scissionisti di sinistra dell'SPD (guidati da Oskar Lafontaine) e i vecchi comunisti tedesco-orientali del PDS.

Niente di ciò è però avvenuto.

E il fallimento della strategia di Beck porta ora l'SPD a ripassare la palla ai "riformisti", che hanno l'ingrato compito di far risalire nei sondaggi il partito e ridargli un'identità, affrontando anche il drammatico calo degli iscritti.

Ma se un partito riformista è contrastato a sinistra, e al contempo s trova di fronta un centrodestra dinamico e riformatore come la CDU di Angela Merkel, che può fare?


In attesa di scoprirlo... sono interessanti le analogie e le riflessioni per la politica italiana...

5 settembre 2008

Maretta a destra...

C'è del marcio nel PDL? a quanto pare sì...

Lo scontro An-Lega preoccupa il premier. "Gianfranco vuole smarcarsi alla Casini"
Claudio Tito - La Repubblica

ROMA - «Ora si vuol mettere pure alla guida del dialogo con il Pd...». Da tempo aveva cominciato a far trasparire segni di nervosismo nei confronti del suo primo alleato, ossia Gianfranco Fini. Già a luglio, Silvio Berlusconi non nascondeva ai suoi fedelissimi il gelo nei confronti del presidente della Camera. E in parte nei confronti di Alleanza nazionale. Le mosse dell´inquilino di Montecitorio, in aula e in pubblico, non gli piacevano. L´altro ieri, però, dopo l´apertura al voto agli immigrati durante un dibattito alla Festa del Partito Democratico, il presidente del consiglio ha iniziato spazientirsi. Fino a sorprendere i suoi interlocutori con un paragone che fa tornare la memoria a due legislature fa: «Fini pensa di fare come Casini». Non rompere la coalizione, ma autonomizzarsi. Smarcarsi tendendo la mano all´opposizione. Provando a intestarsi la primogenitura di un dialogo con il centrosinistra. Muovendosi pensando alla "successione". In poche parole al "dopo-Berlusconi". Uno scenario, però, che il premier non gradisce. Nemmeno ci vuole pensare al suo "dopo". E comunque si innervosisce quando coglie un´operazione politica che scommette sulla sua fine.
Insomma... vuoi vedere che Prodi è caduto perché è nato il PD, e Berlusconi cadrà perché vuol far nascere il PDL?

2 settembre 2008

Quale futuro per la sinistra europea?

Dopo aver partecipato alle ultime due Feste nazionali dell'Unità, Pesaro nel 2006 e Bologna nel 2007, Segolène Royal, l'energica leader del Partito socialista francese, che probabilmente sfiderà Bertrand Delanoe, sindaco di Parigi, come segretaria del Ps, torna in Italia per la Festa Democratica di Firenze. Si parla di destino della sinistra europea, prendendo spunto dal libro scritto dalla Royal assieme al sociologo Touraine. Per l'ex candidata presidente francese, non ci sono dubbi:

“La sinistra deve avere come propria prospettiva basilare quella di lottare per garantire a tutti i cittadini, senza alcuna distinzione di sorta, le stesse identiche possibilità per il proprio futuro”. Finalizzato a ciò deve potersi sviluppare il percorso attraverso riappropriarsi del consenso e della credibilità che da sempre le sono riconosciuti.

“La destra – afferma Royal – favorendo l’individualismo più sfrenato, finisce per annientare il sistema di protezione sociale che deve essere assicurato a tutti i cittadini. La sinistra moderna deve invece fare in modo che l’individualismo non vada a minare la garanzia dei diritti all’educazione, alla sanità, all’impegno nel mondo del lavoro”. Per concludere, dunque, si riprende il tema di partenza: “A tutti devono essere garantiti gli stessi diritti e le stesse opportunità”.