Ha suscitato una discussione abbastanza interessante la scelta di Visco di pubblicare on line tutte le dichiarazioni dei redditi.
Non è che io abbia certezze incrollabili...
all'inizio mi sono stupita
" ma dai, ma che esagerati"
poi mi sono divertita
"perchè grillo è contrario?"
e poi, alla fine, mi sono fermata a pensare del perché ci secchi tanto far sapere agli altri quanto guadagniamo.
La gran parte di noi sente questo dato come privato, segreto, qualcosa da non rivelare a terzi.
Ovviamente ognuno è libero di pensare come vuole ma io mi sono chiesta... perché?
Perché ci secca che gli altri sappiano quanto guadagniamo?In fondo io sento persone parlare di soldi in continuazione, però sempre in termini generici.
Persone che si lamentano dell'aumento dei prezzi, della pochezza della propria retribuzione, di quanto spende la moglie (o marito).
Persone che ostentano comprando cose inutili e vistose.
Perché ci secca che esista un luogo pubblico, facilmente accessibile, che dia riscontro oggettivo alle nostre parole?
A voi secca che il vostro vicino di casa sappia quanto guadagnate?
A me no. Anzi ve lo dico.
La mia ultima busta paga è di 1.193 euro.
Adesso che lo sapete avete cambiato idea su di me?
Tra le persone che si dichiarazione contrarie, molte invocano il diritto alla privacy e parlano del problema voyeurismo.
Per la serie... che vi frega quanto guadagno.
Perché dev'essere così facile farsi gli affari miei?
Però, secondo me, questo grande interesse deriva solo dal fatto che il dato era poco accessibile prima (pubblico lo stesso... ma quasi nessuno lo sapeva).
Non potevamo sapere e quindi eravamo curiosi di frugare nei cassetti altrui.
Ma, nel momento in cui i cassetti sono aperti a tutti, quale grande interesse volete che riscuotano?
Il voyeurismo deriva proprio dalla difficoltà di accedere ad una determinata informazione.
Il piacere di sapere qualcosa che non si deve sapere.
Se lo posso sapere...che gusto c'è?
Io, per lavoro, mi occupo di amministrazione del personale.
Molti miei colleghi sono convinti che io stia tutto il giorno a guardare quanto guadagnano.... e mi chiedo come non si rendano conto che, proprio perché lo posso sapere, sono diventata immune dalla curiosità.... e dalla brutta abitudine di giudicare le persone attraverso il filtro della ricchezza e del denaro.
Aggiornamento.
Vi segnalo anche questa analisi.
mikecas.splider.com
...un reddito dichiarato piccolo non significa affatto un reddito reale di quella dimensione, perche’ le fonti di reddito non dichiarabili ufficialmente sono moltissime. Ma e’ invece importante perche’ fa vedere per la prima volta in modo incontestabile che esistono in Italia moltissime persone che hanno “almeno” dei redditi estremamente alti. E questo numero e’ maggiore di quanto normalmente si ritiene e di quanto la lamentela generalizzata di un’economia in quasi recessione potrebbe far pensare.
Questo e’ l’elemento fondamentale di questa iniziativa: i ricchi, i ricchi veri, non quelli considerati tali dalle aliquote fiscali, sono tanti, molti di piu’ di quello che si pensi.
E sono tanto ricchi che chi ha un reddito di lavoro dipendente al massimo livello si vede sorpassato di 50, 100 volte, significando solo che non e’ il lavoro “normale” la fonte principale del reddito, e stiamo parlando, lo ricordo ancora, esclusivamente dei redditi che devono essere dichiarati, essendo quindi escluse le rendite finanziarie e similiari.
Questo spiega piu’ di ogni analisi sociologica la ragione delle tensioni sociali che stanno aumentando, le ragioni del perche’ una nazione si senta sempre piu’ povera mentre aumentano enormemente i consumi di lusso.
Questo dovrebbe, ma il condizionale e’ d’obbligo, aiutare i partiti che si dichiarano di sinistra ad “aggiustare” la propria proposta politica in tema di tassazione del lavoro contrapposta a quella delle rendite, a limitare fortemente le possibilita’ di elusione fiscale, che favorisce esclusivamente il lavoro autonomo.
Puo’ anche essere di aiuto nel capire che le difficolta’ economiche, anche se concentrate in particolare nel lavoro dipendente, possono colpire anche alcuni strati di lavoro autonomo, che vanno identificati e trattati di conseguenza.