25 maggio 2008

Che classe!

Ho sempre pensato che a sinistra molte volte si confonda il dibattitoo sulle forme con quello sui contenuti.
E credo che al militante-politico di centrosinistra, la teoria delle forme solleciti appetiti intellettuali molto più della filosofia politica. Ne sono ancora convinto, e il dibattito scatenato tra le forze dell'ex Sinistra Arcobaleno, in larga misura me lo conferma.
Rifondazione Comunista si avvia un congresso estivo in cui si dilanierà ancora una volta: ma l'essere divisa al proprio interno sembra ormai una costante. Per i Comunisti Italiani, la speranza è che qualcuno si accorga della loro esistenza, poiché ormai l'unica alternativa di lungo termine credibile è il ricongiungimento con Rifondazione. Con quale obiettivo?
Non è chiaro: la differenze tra "ricostruire una sinistra di classe", come la chiama la Palermi, e fare la "costituente comunista" non ci pare molto evidente, ma sembra che di costituente sia brutto parlare.
Rifondazione sta certamente cercando di non suicidarsi e moderare i toni del confronto interno, ma se il dibattito consiste nel "qualificare l'essere comunisti" come sostiene Ferrero, ritorniamo alla solita preferenza per la forma più che per il contenuto.

22 maggio 2008

I Socialisti a congresso

E' davvero tempo di congressi nel centrosinistra.
Il Partito democratico dovrebbe tenere in autunno un congresso "tematico": niente primarie quindi (che lo Statuto del Pd indica come strumento per l'individuazione delle leadership nazionali e locali), ma un congresso focalizzato sulla discussione politica e programmatica, in modo anche da evitare che la "resa dei conti" tra correnti metta in secondo piano il dibattito.
E poi i partiti fondatori della Sinistra arcobaleno vanno a congresso: Verdi, Pdci e Rifondazione.
Ma a congresso vanno anche i Socialisti, mentre Sinistra democratica è incerta sul proprio futuro e ha da poco trovato un proprio nuovo coordinatore nell'eurodeputato Fava, che ha sostituito il dimissionario Mussi.

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Sono scaduti ieri i termini per la presentazione delle mozioni congressuali per il 1° congresso del Partito socialista, ricostituito con la Costituente socialista dello scorso anno.
Si confronteranno 3 mozioni:
- Progetto e ricambio, mozione presentata dalla Sinistra socialista, fortemente critica verso il gruppo dirigente dello SDI e del Nuovo Psi, che accusa di aver portato i socialisti a percentuali da "prefisso telefonico", perseguendo costantemente alleanze in cui si sono posti in posizione di subalternità con l'alleato di turno (esplicito riferimento alla Rnp e ai radicali?). La mozione è anche estremamente critica verso la strategia elettorale del Ps, indirizzata a specifici segmenti di elettorati (gay e lesbiche, temi laici, ecc.) che, per i sottoscrittori della mozione, sono importanti ma non possono ridurre a ciò la piattaforma di un partito socialista che deve avere invece l'ambizione di confrontarsi con una visione della società e del paese tutto;
- Prima la politica, mozione sottoscritta da Franco Grillini, Lanfranco Turci e Mauro Del Bue, che propone, realisticamente, di non perseguire la via di una collocazione autonoma tra la sinistra estrema e il Pd e chiede una "Epinay italiana" con l'apertura del Ps a nuove forze, cercando una sponda in Sd, in parte dei Verdi, nella sinistra del Pd;
- Un nuovo inizio per il Partito socialista, mozione sottoscritta dai "leader" storici del socialismo italiano, come De Michelis, Boselli, Bobo Craxi, Valdo Spini e Gavino Angius. Questa mozione, che candida Nencini a segretario nazionale, è di fatto "attendista": ritiene plausibile che la sconfitta del Pd riapra la discussione sulla nascita di una grande forze riformista socialista in Italia, mentre ritiene che con l'avvicinarsi delle Europee la discussione sulla collocazione europea del Pd avrà dei riflessi indentitari che comporteranno mutamenti (in quale direzione?) dei rapporti tra Ps e Pd.

vd. partitosocialista.it

20 maggio 2008

E Soru si comprò l'Unità

Curioso destino quello de L'Unità, quotidiano fondato da Gramsci e organo già del Pci. Poi divenuto quotidiano di riferimento dei DS, pur divenendo formalmente privato. Ora in crisi di identità con la nascita del Pd, del quale non si sa se sarà il quotidiano di riferimento (in competizione con Il Riformista, Europa?), nonostante l'impegno pro-Pd degli ultimi due anni.

Non che gli affari vadano male: i conti reggono, ma il quotidiano è orfano di una sua missione e fatica a trovare una collocazione politica e una linea editoriale definita. Del resto, non è cosa nuova. Anche ai tempi del Pci, la nascita di Repubblica erose lettori e ruolo a l'Unità.

Ora la saga dell'Unità si arricchisce di un nuovo capitolo: dopo l'eventualità che il quotidiano venisse acquisito dagli Angelucci, già editori di Libero (che non è propriamente di sinistra..), ora l'Unità sarà invece acquistata da Renato Soru (foto), proprietario di Tiscali e presidente della regione Sardegna.

Soddisfatto il Comitato di redazione e gli attuali editori, la società Nie ...e speriamo di scoprire se l'Unità troverà la sua via...
PS - però mi viene il sospetto che questo sia il prezzo che Soru deve pagare per aver la garanzia di esser ricandidato a presidente della Sardegna il prossimo anno...


Intanto il quotidiano dà qui la notizia.

19 maggio 2008

Ferrero non si candida a segretario nazionale di Rifondazione

E alla fine non sarà scontro.
Mentre Nichi Vendola, popolare governatore della Puglia, si candida segretario nazionale di Rifondazione Comunista nel congresso che si terrà, all'indomani del disastroso risultato elettorale della Sinistra Arcobaleno, a luglio a Chianciano, Ferrero fa un passo indietro. Decidendo di non candidarsi. Cosa che, a dire il vero, non lo esclude dalla possibilità di farsi eleggere segretario dai delegati al congresso se la sua mozione (e le altre mozioni delle minoranze interne anti-bertinottiane) avessero la maggioranza sulla mozione di area bertinottiana e su quella "terzista" di Elettra Deiana e Walter De Cesaris.

17 maggio 2008

Incontro fra i principali esponenti del governo e della opposizione.

14 maggio 2008

Australia: primo budget dei Laburisti

La stampa australiana l'ha definito un bilancio da "Robin Hood", perché toglierebbe ai ricchi per dare ai poveri...
...a quanto, quindi, si può fare!
(in Australia, almeno...)

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da Ansa.it

SYDNEY - Il governo laburista australiano, al potere da novembre, ha presentato il suo primo bilancio di previsione, definito dai giornali "un budget da Robin Hood" che toglie ai ricchi per dare ai poveri. Il budget, annunciato ieri sera dal ministro del Tesoro Wayne Swann, prevede nuovi investimenti su sanità, istruzione e infrastrutture, e conferma sgravi fiscali per 18,6 miliardi di euro alle classi di reddito medio basso, come promesso in campagna elettorale. Per le fasce più benestanti della popolazione sono invece previsti aggravi fiscali su beni di lusso oltre a tagli di spesa sull'assistenza. Saranno infatti posti limiti di reddito e di capitali per alcuni sussidi che erano stati introdotti dal precedente governo, come il baby bonus per incoraggiare la crescita demografica. Sono state inoltre inibite alcune scappatoie fiscali sui pacchetti azionari, usate spesso da dirigenti d'azienda per pagare meno tasse. Tema centrale del provvedimento è la lotta all'inflazione in una situazione paradossale che vede un attivo record per l'anno finanziario 2008/09 pari a 12,8 miliardi di euro, circa l'1,8% del Pil, dovuto al boom delle materie prime. Come misura anti inflazione, quindi, e come protezione dalla crisi internazionale, ha spiegato Swann, 24 miliardi di euro saranno messi al sicuro nei prossimi due anni in fondi di investimento a lungo termine per infrastrutture, sanità e istruzione. Investimenti anche nel settore dell'ambiente con 1,38 miliardi di euro per combattere i cambiamenti climatici. Per l'energia rinnovabile sono stati stanziati 300 milioni di euro in sette anni, e altrettanto per la tecnologia del carbone pulito. Per le risorse idriche sono stati stanziati 7,75 miliardi di euro, inclusi sconti fiscali pari a 300 euro per l'acquisto di cisterne per l'acqua piovana da installare in 500 mila abitazioni. "E' un budget severo ma equo, che guarda al prossimo decennio, non alle prossime elezioni", ha detto Swann. "Gli australiani ci chiedono di ragionare e di agire nel lungo periodo, sono stufi della mentalità di breve termine cui erano stati abituati dal precedente governo. Vogliono un esecutivo che si confronti con le sfide che il futuro ci presenta". Secondo l'opposizione conservatrice, la lotta all'inflazione fallirà a causa degli aumenti di tasse che faranno rialzare i prezzi di bevande alcoliche, auto e assicurazione sanitaria privata. Il ministro ombra per il Tesoro, Malcolm Turnbull sostiene inoltre che il piano avrà l'effetto di creare disoccupazione.

11 maggio 2008

C'è ancora spazio per il socialismo?

L'interrogativo è acceso da diverse settimane. La scomparsa del Partito socialista, l'extraparlamentarizzazione della Sinistra Arcobaleno e delle forze comuniste, l'identità troppo moderata del Pd che, di conseguenza, suscita malumori nella sua base di sinistra.
Uno scenario che fa chiedere davvero se la Sinistra abbia uno spazio di manovra e un futuro in Italia.

Interessate l'analisi di Felice Besostri su Aprileonline:
Con un giusto richiamo anche alle tante occasioni mancate in Italia per la nascita di una reale "alternativa di sinistra" al centro.

Interessanti anche diversi commenti al'articolo, tra cui uno che richiama alla necessità di considerare nella sua importanza la divisione marxiana tra struttura (rapporti economici e sociali) e sovrastruttura (diritti, laicità, ...), per ritornar ad occuparsi anche e soprattutto della prima, che è probabilmente la cosa che più interessa, in definitiva, all'elettore.

9 maggio 2008

Governo ombra, primi nodi intricati per Veltroni.

4 maggio 2008

30 aprile 1982

Era il 30 aprile 1982: in via gen.Turba, a Palermo, l'auto di Pio La Torre, segretario regionale del Pci siciliano, viene affiancato da dei sicari. Insieme a La Torre, muore il suo collaboratore Rosario Di Salvo.

Il senatore del PD Giuseppe Lumia, già vicepresidente della commissione nazionale antimafia, ha ricordato così l'anniversario dell'uccisione del dirigente del Pci: “Se la politica vuole fare seria antimafia e trasformarsi, deve liberarsi di chi è colluso. La lotta alla mafia resta prioritaria e l'insegnamento di La Torre attuale. Ha saputo intuire la necessità di coniugare legalità e sviluppo e oggi una moderna antimafia deve entrare nella sanità, nei rifiuti, nelle imprese per trasformarle in risorse e non in sistemi di collusioni”. Secondo Lumia, “ora non si deve cedere sul piano militare, anche se sono stati sferrati colpi importanti a Cosa nostra, e nessun passo indietro va fatto sul 41bis, occorre continuare a colpire senza sosta anche i patrimoni”.

2 maggio 2008

MA CHE C'AVETE DA NASCONDERE?

Ha suscitato una discussione abbastanza interessante la scelta di Visco di pubblicare on line tutte le dichiarazioni dei redditi.

Non è che io abbia certezze incrollabili...

all'inizio mi sono stupita
" ma dai, ma che esagerati"

poi mi sono divertita
"perchè grillo è contrario?"

e poi, alla fine, mi sono fermata a pensare del perché ci secchi tanto far sapere agli altri quanto guadagniamo.

La gran parte di noi sente questo dato come privato, segreto, qualcosa da non rivelare a terzi.
Ovviamente ognuno è libero di pensare come vuole ma io mi sono chiesta... perché?

Perché ci secca che gli altri sappiano quanto guadagniamo?

In fondo io sento persone parlare di soldi in continuazione, però sempre in termini generici.

Persone che si lamentano dell'aumento dei prezzi, della pochezza della propria retribuzione, di quanto spende la moglie (o marito).
Persone che ostentano comprando cose inutili e vistose.
Perché ci secca che esista un luogo pubblico, facilmente accessibile, che dia riscontro oggettivo alle nostre parole?

A voi secca che il vostro vicino di casa sappia quanto guadagnate?
A me no. Anzi ve lo dico.
La mia ultima busta paga è di 1.193 euro.
Adesso che lo sapete avete cambiato idea su di me?

Tra le persone che si dichiarazione contrarie, molte invocano il diritto alla privacy e parlano del problema voyeurismo.

Per la serie... che vi frega quanto guadagno.
Perché dev'essere così facile farsi gli affari miei?

Però, secondo me, questo grande interesse deriva solo dal fatto che il dato era poco accessibile prima (pubblico lo stesso... ma quasi nessuno lo sapeva).

Non potevamo sapere e quindi eravamo curiosi di frugare nei cassetti altrui.
Ma, nel momento in cui i cassetti sono aperti a tutti, quale grande interesse volete che riscuotano?

Il voyeurismo deriva proprio dalla difficoltà di accedere ad una determinata informazione.
Il piacere di sapere qualcosa che non si deve sapere.

Se lo posso sapere...che gusto c'è?

Io, per lavoro, mi occupo di amministrazione del personale.
Molti miei colleghi sono convinti che io stia tutto il giorno a guardare quanto guadagnano.... e mi chiedo come non si rendano conto che, proprio perché lo posso sapere, sono diventata immune dalla curiosità.... e dalla brutta abitudine di giudicare le persone attraverso il filtro della ricchezza e del denaro.

Aggiornamento.

Vi segnalo anche questa analisi.

mikecas.splider.com

...un reddito dichiarato piccolo non significa affatto un reddito reale di quella dimensione, perche’ le fonti di reddito non dichiarabili ufficialmente sono moltissime. Ma e’ invece importante perche’ fa vedere per la prima volta in modo incontestabile che esistono in Italia moltissime persone che hanno “almeno” dei redditi estremamente alti. E questo numero e’ maggiore di quanto normalmente si ritiene e di quanto la lamentela generalizzata di un’economia in quasi recessione potrebbe far pensare.

Questo e’ l’elemento fondamentale di questa iniziativa: i ricchi, i ricchi veri, non quelli considerati tali dalle aliquote fiscali, sono tanti, molti di piu’ di quello che si pensi.
E sono tanto ricchi che chi ha un reddito di lavoro dipendente al massimo livello si vede sorpassato di 50, 100 volte, significando solo che non e’ il lavoro “normale” la fonte principale del reddito, e stiamo parlando, lo ricordo ancora, esclusivamente dei redditi che devono essere dichiarati, essendo quindi escluse le rendite finanziarie e similiari.

Questo spiega piu’ di ogni analisi sociologica la ragione delle tensioni sociali che stanno aumentando, le ragioni del perche’ una nazione si senta sempre piu’ povera mentre aumentano enormemente i consumi di lusso.

Questo dovrebbe, ma il condizionale e’ d’obbligo, aiutare i partiti che si dichiarano di sinistra ad “aggiustare” la propria proposta politica in tema di tassazione del lavoro contrapposta a quella delle rendite, a limitare fortemente le possibilita’ di elusione fiscale, che favorisce esclusivamente il lavoro autonomo.

Puo’ anche essere di aiuto nel capire che le difficolta’ economiche, anche se concentrate in particolare nel lavoro dipendente, possono colpire anche alcuni strati di lavoro autonomo, che vanno identificati e trattati di conseguenza.

1 maggio 2008

Primo maggio

Il Primo Maggio non è solo Concerto.
Dal 1894, il Primo Maggio è la Festa dei lavoratori.

E per ricordare tragedie che furono, e tempi che cambiano, due link:

Ravenna, vent'anni dopo
Viaggio nel porto dove il 13 marzo del 1987 avvenne la più grande tragedia operaia del dopoguerra

Parlano i segretari regionali CGIL delle regioni "terremotate" dal voto