30 aprile 2008

Lezione, in inglese.

25 aprile 2008

25 APRILE TRA LIBERAZIONE E VAFFANCULO

Non sono molto vicina al Grillo pensiero.
Il suo modo di "lotta" urlata mi è estraneo.
Lontano.
Uno sfogo efficace ma, almeno per il mio modo di pensare, incapace di portare risultati concreti sul lungo periodo.

Nonostante ciò ammetto di guardare con interesse e condivisione questo secondo vday sull'informazione.
D'altronde non siamo i primi a scoprire che il popolo viene comandato meglio se resta nell'ignoranza.

Firmerò?
No, perché se è vero che condivido il messaggio generale... ho però molti dubbi sulle proposte concrete.
Per esempio Stefan mi segnala che nella lista nera dei giornali viene inserito anche il Primorski Dnevnik, giornale dell minoranza slovena.
Ecco... questo è un esempio su come fare di tutta un erba un fascio sia molto pericoloso.
Come si può mettere sullo stesso piano giornali nati solo per incassare i contributi statali (v. alla voce il campanile dell'udeur) e un giornale che è una delle principali fonti di informazione di una minoranza linguistica?

Grillo non si rende conto della differenza?

Altro capitolo della vicenda è la scelta di organizzare questo vday proprio 25 aprile (dopo che... faccio notare.. lo scorso vday era stato organizzato l'otto settembre).

So che alcuni sentono come offensivo occupare il 25 aprile con altre manifestazioni ma, per quanto io possa capire le buone motivazioni che giustificano questo sentimento, non posso essere d'accordo.

Non c'è niente di più triste e profondamente decadente come considerare una giornata di festa intoccabile e ritualistica.

Oggi, 25 aprile, festeggiamo la liberazione dal regime fascista.
Possiamo negare proprio oggi la libera espressione?

Per questo motivo non vedo nessuna contrapposizione tra le due piazze che oggi animeranno Torino (la piazza in cui ci sarà Grillo e la piazza in cui ci saranno le celebrazioni per la festa della liberazione); altre cose ci dovrebbero preoccupare... in particolare il revisionismo di questa destra, la naturalezza con cui importanti esponenti politici rinnegano le basi della nostra repubblica.

Buon 25 aprile a tutti voi, in particolare a chi, come me, non ha dovuto lottare per la propria libertà.
Fermatevi un attimo a pensare, perché quello che abbiamo non è scontato.

25 aprile

Nonostante alcuni dicano il contrario, oggi è la festa della Resistenza, della liberazione dl nazifascismo. Così è nata l'Italia moderna, così nacque l'Italia repubblicana e democratica.

***

Lettere di condannati a morte della Resistenza.

Bruno Frittaion anni 19, fucilato il 1 febbraio 1945 a Tarcento (UD)
Edda,
voglio scriverti queste mie ultime, e poche righe.
Edda, purtroppo sono le ultime si, il destino vuole così, spero ti giungano di conforto in tanta triste sventura.
Edda, mi hanno condannato alla morte, mi uccidono; però uccidono il mio corpo non l'idea che c'è in me. Muoio, muoio senza alcun rimpianto, anzi sono orgoglioso di sacrificare la mia vita per una causa, per una giusta causa e spero che il mio sacrificio non sia vano anzi sia di aiuto nella grande lotta. Di quella causa che fino a oggi ho servito senza nulla chiedere e sempre sperando che un giorno ogni sacrificio abbia il suo ricompenso. Per me la migliore ricompensa era quella di vedere fiorire l'idea che purtroppo per poco ho servito, ma sempre fedelmente.
Edda il destino ci separa, il destino uccide il nostro amore quell'amore che io nutrivo per te e che aspettava quel giorno che ci faceva felici per sempre. Edda, abbi sempre un ricordo di chi ti ha sempre sinceramente amato. Addio a tutti.
Addio Edda

Vito Salmi, anni 19, fucilato il 4 maggio 1944 a Bardi (Parma)
Caro babbo,
vado alla morte con orgoglio, sii forte come lo sono stato io fino all'ultimo e cerca di vendicarmi. Per lutto porta un garofano rosso. Ricevi gli ultimi bacioni da chi sempre ti ricorda. Tuo figlio
Vito
Saluti a tutti quelli che mi ricordano.
Vendicatemi

Albino Albico, anni 24, fucilato il 26 agosto 1944 a Milano contro il muro di Via Tibaldi 26
Carissimi, mamma, papà, fratello sorella e compagni tutti,
mi trovo senz’altro a breve distanza dall’esecuzione. Mi sento però calmo e muoio sereno e con l’animo tranquillo. Contento di morire per la nostra causa: il comunismo e per la nostra cara e bella Italia.
Il sole risplenderà su noi "domani" perché TUTTI riconosceranno che nulla di male abbiamo fatto noi.
Voi siate forti come lo sono io e non disperate.
Voglio che voi siate fieri ed orgogliosi del vostro Albuni che sempre vi ha voluto bene.


24 aprile 2008

In Nepal vincono i maoisti

Oltre al Paraguay, un altro piccolo paese del mondo svolta a sinistra.

Dopo alcune settimane necessarie per la verifica e convalida del risultato, il Nepal ha un nuovo parlamento. L'assemblea costituente neoletta vedrà infatti ben 220 componenti su 601 appartenere al Partito Comunista Maoista del Nepal, il cui leader Prachanda ha chiarito che ora il Nepal diventerà una Repubblica.



La svolta democratica è stata possibile dopo che, a seguito di proteste studentesche contro l'autocratico regime dell'ultimo sovrano, Gyanendra, i maoisti si son alleati con le forze dell'opposizione parlamentare (Gyanendra aveva sospeso il parlamento e la costituzione). La coalizione ha guidato il paese verso le elezioni che hanno visto il grande successo dei maoisti, che per anni avevano condotto in solitudine la guerriglia contro la monarchia nepalese.

Peraltro, i maoisti hanno voluto rassicurare il mondo. Nessuna deriva "stalinista" in vista: saranno invece incentivati gli investimenti stranieri e non ci saranno nazionalizzazioni di alcun genere. Probabile primo ministro sarà il vice di Prachanda, Baburam Bhattarai.

21 aprile 2008

Allora... si può fare

Ebbene sì, Si può fare!

Si può fare che a vincere le elezioni in Paraguay sia un ex vescovo, ora leader della sinistra paraguayana, esponente della teologia della liberazione tante volte contrastata dal dogmatico (e reazionario) Benedetto XVI (che le rimproverò già negli anni Ottanta di essere una teologia "di sinistra"... alla faccia della chiesa "apolitica").
Fernando Lugo, 57 anni, già vescovo di San Pedro, ha battuto con il 40,8% sia la Blanca Olevar, candidata del Partido Colorado, il partito liberaleggiante di destra che ha governato il paese per 61 anni (molti dei quali tramite il dittatore Alfredo Stroessner), fermo al 31%, sia il neocon Lino Oviedo, al 22%.
Soprannominato il "vescovo dei poveri", Lugo ha ricevuto l'appoggio di un'ampia coalizione d'opposizione che raccoglie nuove aggregazioni politiche, oltre a una ventina di gruppi sociali, 'campesinos', indigeni e sindacalisti.

Ferrero alla battaglia

La linea di Paolo Ferrero, ministro uscente per la Solidarietà sociale, già responsabile economico di Rifondazione, ed esponente di spicco della minoranza di Rifondazione, che già non aveva sostenuto Giordano nel congresso del giugno 2006, è risultata vincente e ora il suo "cartello elettorale" guiderà il partito fino al congresso di luglio.
Questo il risultato del consiglio nazionale di Rifondazione, dove due diverse posizioni si sono scontrate e la linea della "maggioranza" (ora non più) è stata sconfitta.

Ferrero dice che non è il suo obiettivo, ma le voci dicono che la segreteria nazionale sia a un passo ormai... e soprattutto... ora il progetto di Sinistra Arcobaleno pare allontanarsi.
Che sia il "via!" alla federazione dei partiti comunisti invocata da Diliberto? Per la verità, i due documenti confrontatisi nella direzione di Rifondazione son abbastanza vaghi (e ondivaghi) sul tema... insomma: chi vivrà vedrà!
Link utili:

17 aprile 2008

La mossa di Veltroni.

16 aprile 2008

C'era una volta...

C'era una volta la Sinistra Arcobaleno... ci sarà ancora? c'è ancora?
Il risultato traumatico delle Politiche 2008, ha portato non tanto il voto della sinistra sul Pd (voto utile) ma piuttosto ha determinato un astensionismo o un trasferimento di voti sulla Lega. La Sinistra "estrema" è fuori dal Parlamento, diventa sinistra extraparlamentare, in una posizione resa insolita dal fatto di essere però parte di maggioranze di centrosinistra nelle giunte regionali e provinciali e comunali. Fuori dal parlamento ma dentro le amministrazioni. Quindi nemmeno si può dire che sia una sinistra d'opinione come poteva essere Democrazia proletaria negli anni Settanta. Invece è una sinistra ben radicata nel territorio, ma fuori dal parlamento perché non ha saputo rinnovare l'offerta politica. O Forse non ha lavorato abbastanza sul territorio.

Chissà...


Intanto, inizia la lotta fratricida:

- secondo Diliberto e Rizzo ci voleva la falce e martello nel simbolo, e bisogna ripartire di lì:

- secondo Paolo Cento (Verdi) la SA va bene e bisogna continuare, mentre altri come Bonelli dicono che bisogna dialogare ora con il Pd...

- secondo Ferrero, la SA era sbagliata e si candida a segretario di Rifondazione contro Giordano;

- Pecoraro Scanio intanto si dimette...

- e Bertinotti lascia la guida della SA...

E' andata così...

E' andata così:



Qualche commento?

Partito Democratico, non è in pericolo la segreteria di Veltroni.

14 aprile 2008

Primi Exit Pool, dati incerti.

12 aprile 2008

Le "azioni di governo" del Pd

Il Partito democratico, per l'ampiezza dei consensi previsti, si candida, evidentemente, come più grande forza di centrosinistra aspirante al governo del Paese. Inevitabilmente, dunque, il suo programma è, più di ogni altro, un programma che detta agenda e orizzonti di un (possibile) governo del Paese.
Ecco dunque le "azioni di governo" che il Pd immagina per l'Italia. La seguente è una sintesi. Il programma lo trovate, in ogni caso, sul sito del Pd, assieme a delle sintetiche slide in formato PDF.

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Affitti. Detrazione per l'affitto pagato e aliquota fissa su quello percepito.
Agricoltura. Più risorse comunitarie per il sostegno dello sviluppo rurale. Creazione del Marchio biologico italiano. Incentivi fiscali per le bioenergie. Miglior utilizzo della risorsa terra. Difesa dei marchi Dop e Igp in sede Ue e Wto.
Aliquote Irpef. Giù le aliquote dal 2009: un punto in meno l'anno per 3 anni.
Asili nido. Portare in 5 anni i posti per i bimbi da 0 a 3 anni negli asili nido dall'attuale 6% al 25 per cento. Asili nido chiusi solo una settimana a Ferragosto.
Authority. Miglioramento delle Autorità e procedure di nomina trasparenti.
Banche. Meno costi per i servizi offerti. Trasparenza e semplificazione dei contratti. Miglioramento delle opportunità di finanziamento di famiglie e imprese.
Banda larga. Diffusione della banda larga in tutti i comuni, con infrastrutture a basso impatto ambientale.
Burocrazia. Le Pubbliche amministrazioni non devono chiedere al cittadino documenti che hanno già. Lo Stato deve pagare negli stessi tempi nei quali pretende di essere pagato. Se il Parlamento introduce nuove procedure deve calcolarne il costo e attribuire ai cittadini e alle imprese un credito d'imposta pari al 50% del costo.
Case in affitto. Forte impegno per l'edilizia pubblica e il social housing.
Compenso minimo legale. Sperimentazione di un compenso minimo legale di 1.000-1.100 euro netti al mese per i precari (collaboratori economicamente dipendenti).
Concorrenza. Ogni anno una legge sulla concorrenza. La prima per liberalizzare telefonia, trasporti, distribuzione dei carburanti.
Contrattazione di secondo livello. Meno tasse sulla quota di salario derivante dalla contrattazione di secondo livello.
Credito d'imposta alle donne lavoratrici. Credito d'imposta per le donne lavoratrici, dipendenti e autonome, per le spese di cura. Prima al Sud e poi in tutta Italia.
Democrazia economica. Più partecipazione dei lavoratori, sia sul piano finanziario sia su quello della governance.
Democrazia governante. Le riforme si fanno insieme. Il Pd propone una sola Camera legislativa, con 470 deputati eletti in collegi uninominali con il doppio turno. Scelti con le primarie e con il vincolo di genere. Un Senato delle autonomie, con 100 membri. Esecutivo con 12 ministeri e non più di 60 membri. Fiducia dell'unica Camera al solo presidente del Consiglio, che può chiedere al Capo dello Stato la revoca dei ministri. Statuto dell'opposizione. Introdurre un metodo di calcolo contributivo per i vitalizi dei parlamentari. Ineleggibilità dei condannati per reati gravi, come corruzione, criminalità organizzata, pedofilia. Diritto di voto ai sedicenni nelle elezioni amministrative. Per ogni nomina procedure e criteri trasparenti, con sistematico ricorso all'audizione pubblcia dei candidati.
Diritti dei conviventi. Sì al riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi, anche dello stesso sesso.
Disoccupazione e reimpiego. Tutela del reddito in caso di disoccupazione. Sistema efficiente di servizi per il reimpiego.
Energia. Sul fronte dell'energia più pannelli solari, sviluppo di energie rinnovabili per produrre il 20% dell'energia con sole e vento. Piano per realizzare in 10 anni la trasformazione delle fonti principali di riscaldamento degli edifici pubblici e privati. Maggiore ricorso al mercato e ai prezzi per garantire la qualità ambientale. Più impianti di rigassificazione e infrastrutture di trasporto e stoccaggio del gas, garantendo la loro terziarietà rispetto ai competitors.
Figli. Dote fiscale di 2.500 euro per i figli.
Federalismo fiscale. Vero federalismo fiscale in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione e autonomia degli enti locali sulle scelte infrastruturali.
"Forfettone". Elevare il forfettone per le piccolissime imprese (portare a 30.000 euro il limite per usufruire della tassazione forfettaria per gli artigiani, rispetto agli attuali 20.000).
Formazione permanente. La formazione permanente diventa un diritto di cittadinanza.
Giustizia. Processi civili e penali in tempi ragionevoli. Previsto l'accorpamento dei tribunali, l'introduzione del magager in tribunale, tempi più rapidi con il processo telematico e l'ufficio del processo. Poi sì alla specializzazione dei magistrati. Ricorso diffuso alla composizione extragiudiziale delle liti.
Immigrazione. In programma il cambio di modalità di ingresso per gli immigrati, con sponsor garantiti e certificati. Voto agli immigrati nelle elezioni amministrative. Impegno nel favorire la regolarità dell'immigrazione. Severità contro la clandestinità e la criminalità.
Imprenditoria giovanile. Costituzione di un fondo per il credito e il microcredito per prestiti a condizioni agevolate per a sostegno di progetti imprenditoriali nei settori dell'innovazione tecnologica, dello sviluppo sostenibile, nei servizi di pubblica utilità e impegno sociale.
Imprese. Incentivi alle piccole e medie imprese per renderle più competitive (valorizzazione del patrimonio di vitalità imprenditoriale, incentivazione dell'innovazione tecnologica e internazionalizzazione produttiva; miglioramento del forfettone; non retroattività degli studi di settore). Incentivare le società non quotate a entrare in borsa per avere più sviluppo e trasparenza. Accrescere la contendibilità delle imprese. Sviluppare processi di liberalizzazione riducendo gli spazi di rendita. Norme rigorose sul conflitto di interessi. No agli incentivi a fondo perduto: si punta a strumenti automatici e a rendere strutturale il credito d'imposta su ricerca e sviluppo.
Indennità di accompagnamento. Per le persone in difficoltà innalzamento da 455 a 600 euro dell'indennità di accompagnamento.
Infrastrutture. Sì a nuove infrastrutture: proporre e valutare coinvolgendo tutti, ma una volta deciso, realizzarle. Chiamare le cose con il proprio nome: rigassificatori, termovalorizzatori, Tav Lione-Torino-Trieste.
Intercettazioni. Sì alle intercettazioni perché servono all'autorità giudiziaria, ma ci sia chi risponda delle violazioni al diritto alla riservatezza.
Lavoro dipendente. Dal 2008 detrazione Irpef più alta per il lavoro dipendente.
Maternità. Assistenti di maternità per le mamme in gravi difficoltà.

Il programma della Sinistra Arcobaleno

Domani e lunedì si vota. Pare dunque il caso di completare la rassegna dei programmi dei partiti di centrosinistra. Tocca ora alla Sinistra Arcobaleno:

1. Dignità e diritti nel lavoro: la sicurezza
La Sinistra l’Arcobaleno propone: una legge che fissi la durata massima del lavoro giornaliero in 8 ore e in 2 ore la durata massima degli straordinari; l’immediata approvazione dei decreti attuativi del Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro e quindi più controlli e più certezza e severità delle pene per le imprese che trasgrediscono le norme.

2. Dignità e diritti nel lavoro: lotta alla precarietà
La Sinistra l’Arcobaleno propone di superare la legge 30 e di affermare il contratto a tempo pieno e indeterminato come forma ordinaria del rapporto di lavoro; di rafforzare la tutela dell’articolo 18 contro i licenziamenti ingiustificati; di cancellare dall’ordinamento le forme di lavoro co.co.co, co.co.pro e le false partite IVA.

3. Dignità e diritti nel lavoro: salari, fisco e redistribuzione del reddito
La Sinistra l’Arcobaleno vuole fissare per legge il salario orario minimo per garantire una retribuzione mensile netta di almeno 1000 euro; propone un meccanismo di recupero automatico annuale dell’inflazione reale; propone di elevare le detrazioni fiscali per i lavoratori dipendenti. La Sinistra l’Arcobaleno vuole introdurre, come avviene in tutta Europa, un reddito sociale per i giovani in cerca di occupazione e per i disoccupati di lungo periodo, costituito da erogazioni monetarie e da un pacchetto di beni e servizi. La Sinistra l’Arcobaleno propone di diminuire il prelievo fiscale per i redditi più bassi portandoli dal 23 al 20%, contemporaneamente di aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie al 20%, di redistribuire il reddito ai lavoratori e alle lavoratrici attuando immediatamente quanto previsto dalla Finanziaria di quest’anno, che destina loro tutto l’extragettito maturato.

4. Pensioni: per un’anzianità dignitosa.
La Sinistra l’Arcobaleno propone un intervento legislativo di riforma del meccanismo di calcolo delle pensioni, che assicuri una pensione netta non inferiore al 65% dell’ultima retribuzione, con un minimo nel 2008 di 600 euro mensili, rivalutato successivamente di anno in anno sulla base dell’inflazione reale.

5. Laicità: lo spazio di libertà per tutti
Nei Paesi europei più avanzati, e non solo in Europa, i fondamentali diritti della persona sono tutelati e garantiti da una legislazione che ne salvaguarda la sfera personale, nel rispetto della libertà di scelta di ciascuna e di ciascuno. Da noi non è così. La Sinistra l’Arcobaleno afferma l’uguaglianza sostanziale dei diritti delle persone omosessuali e propone il riconoscimento pubblico delle unioni civili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che ognuna e ognuno abbia il diritto di decidere del proprio corpo e della propria vita e propone una legge sul testamento biologico.


6. Libertà e autodeterminazione femminile
La Sinistra l’Arcobaleno propone interventi affinché la legge 194 sia applicata estendendo in tutto il Paese la rete dei consultori e introducendo in via definitiva la pillola RU 486 come tecnica non chirurgica di intervento che può essere scelta dalle donne; una nuova legge sulla fecondazione assistita per eliminare gli ingiusti divieti della legge 40, lesivi della libertà di scelta delle donne e del diritto costituzionale alla tutela della salute; una norma che persegua tutte le forme di discriminazione basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.

7. La pace, il disarmo
La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che vada pienamente attuato l’art. 11 della Costituzione. L’Italia non deve più partecipare a missioni al di fuori del comando politico e militare delle Nazioni Unite. Vanno tagliate le spese per gli armamenti ed avviata la riconversione dell’industria bellica applicando la legge 185. Vogliamo una legge per la messa al bando delle armi nucleari dal nostro Paese. Siamo contrari alla costruzione della nuova base militare a Vicenza.

8. Proteggere il pianeta: un Patto per il clima
La Sinistra l’Arcobaleno rifiuta il nucleare e propone che entro il 2020 si superi il 20% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e che le emissioni siano ridotte del 20%; un grande investimento pubblico in pannelli solari su tutti i tetti delle case e degli edifici pubblici. L’acqua è un bene comune e come tale deve essere pubblico. La Sinistra l’Arcobaleno propone la ripubblicizzazione dei servizi idrici, una legge quadro sul governo del suolo e l’inasprimento delle pene contro i reati ambientali e le ecomafie.

9. Le “Grandi Opere” di cui il Paese ha bisogno
Queste sono le nostre “Grandi Opere”: messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e da quello idrogeologico; investimenti per migliorare i servizi di trasporto per i pendolari e la mobilità nelle città con nuove metropolitane, linee tramviarie e mezzi a energia pulita. Nei prossimi 5 anni 1000 treni per i pendolari. Vanno abbandonati progetti inutili e dannosi come il Ponte sullo Stretto, il Mose a Venezia, la TAV in Val di Susa, a favore di interventi su nodi ferroviari urbani, infrastrutture ferroviarie nel Mezzogiorno e potenziamento dei valichi alpini. Investimenti sul trasporto merci su rotaia e sulle autostrade del mare. Riduzione della produzione dei rifiuti, forti investimenti nella raccolta differenziata, misure concrete per il riciclaggio, impiego delle tecnologie più moderne ed avanzate.

10. Il diritto alla salute e le politiche sociali, indice di civiltà
La Sinistra l’Arcobaleno propone di adeguare il fondo sanitario nazionale al livello europeo, superare definitivamente i Ticket e le liste di attesa, inserire le cure odontoiatriche nei livelli essenziali del sistema sanitario. La Sinistra l’Arcobaleno lancia un piano di asili come cardine della rete dei servizi per le bambine e i bambini. Inoltre La Sinistra L’Arcobaleno propone di abrogare la Fini-Giovanardi sulle droghe, superando in una prospettiva non proibizionista la normativa vigente.

11. La casa è un diritto, non una merce
La Sinistra l’Arcobaleno afferma che non ci possano essere sfratti se non da casa a casa, propone un piano nazionale per l’edilizia sociale a cui destinare 1,5 miliardi di euro. Vogliamo costituire un fondo a sostegno della ricontrattazione dei mutui di chi ha acquistato la prima casa e rischia di perdere l’alloggio ed eliminare l’ICI sulla prima casa non di lusso per i redditi medio-bassi.

12. Convivenza, inclusione, cittadinanza
La Sinistra l’Arcobaleno ritiene indispensabile l’abolizione della legge Bossi-Fini, e l’approvazione di una nuova normativa che introduca l’ingresso per ricerca di lavoro, meccanismi di regolarizzazione permanente, il diritto di voto alle elezioni amministrative, la chiusura dei CPT, una legge sulla cittadinanza sulla base del principio dello ius soli.


13. Istruzione, formazione, università e ricerca: le vere risorse per il futuro
La Sinistra l’Arcobaleno ritiene la laicità della scuola pubblica fondamentale a partire dal rispetto rigoroso del principio che le scuole private sono libere, ma senza oneri a carico dello Stato. La Sinistra l’Arcobaleno propone la generalizzazione della scuola dell’infanzia, l’estensione del tempo pieno e prolungato, l’innalzamento dell’obbligo scolastico da fare nella scuola e da portare progressivamente a 18 anni; la valorizzazione del ruolo dell’insegnante come intellettuale educatore.

14. Tagliare i privilegi, difendere la democrazia
La Sinistra l’Arcobaleno propone la riduzione del numero di parlamentari e di consiglieri regionali. La retribuzione dei parlamentari italiani non deve essere superiore alla retribuzione media dei parlamentari degli altri Paesi europei. È necessaria una legge che sottragga ai partiti le nomine, nella Sanità come negli altri settori pubblici, che stabilisca criteri che le Amministrazioni devono rispettare per garantire l’interesse pubblico e i principi del merito.

15. Una informazione libera, pluralista, democratica
La Sinistra l’Arcobaleno propone l’abrogazione della “Legge Gasparri” e l’approvazione di una vera legge di sistema che imponga tetti antitrust e impedisca posizioni dominanti nelle comunicazioni e nell’industria culturale. È assolutamente indispensabile approvare una vera legge sul conflitto di interessi.

10 aprile 2008

GLI INCIUCI NON ABITANO QUI

Niente pasticci con questa destra - La Repubblica
di Ezio Mauro


[...] Ma a questo punto, c'è ancora qualcosa da dire, e non solo a Berlusconi.
Chi sosteneva che destra e sinistra in Italia sono uguali, che Pd e Pdl hanno lo stesso programma e lo stesso linguaggio, che dunque Veltrusconi è la soluzione obbligata e perfetta per risolvere i problemi italiani, oggi improvvisamente tace.
È bastato che i sondaggi - unica religione riconosciuta nel paganesimo vagamente idolatra di Berlusconi - rendessero incerto l'esito della contesa, almeno al Senato, e soprattutto mostrassero l'erosione del distacco che la destra aveva accumulato qualche mese fa, per far risuonare la vera lingua del Cavaliere, il suo dizionario politico, la cultura profonda che lo domina.
In due giorni, Berlusconi ha chiesto la perizia psichiatrica per i magistrati che indagano, si è rifiutato di sottoscrivere un patto bipartisan di lealtà repubblicana, ha accusato di comunismo il suo avversario, ha denunciato brogli elettorali prossimi venturi, fino all'attacco al Quirinale e alla denuncia della "mancanza di un regime di piena democrazia nel nostro Paese" perché la sinistra "occupa" tutto.

Mentre il suo amico più fidato, costruttore di Forza Italia - Dell'Utri - ha annunciato che la destra dopo la vittoria riscriverà i libri di storia per espellere la Resistenza, e ha indicato agli elettori plaudenti la fulgida figura dello stalliere mafioso Mangano, definendolo (con l'esplicito consenso del leader) un "eroe" perché "condannato in primo grado all'ergastolo" non ha fatto dichiarazioni "contro di me e Berlusconi". Poco importa che i magistrati inquirenti lavorassero in nome del popolo italiano, e al servizio della Repubblica.
_____________________________

Il nano malefico è sempre lo stesso.
Evidentemente i numeri non devono essere così buoni se sfodera il meglio di sé offendendo tutti i principi su cui si basa la nostra Repubblica (divisione dei poteri tra magistratura e stato, presidente della repubblica, antifascismo, lotta alla mafia). Il nano è un pazzo, un uomo assetato di potere che considera il governo di questo paese un modo per essere più famoso e più importante (e farsi gli affaracci suoi alle spalle nostre). La cosa incredibile è che ci sono ancora persone in questo paese (giornalisti e uomini e donne della sinistra) che ancora pensavano che ci fosse un accordo sottobanco.
Buongiorno ragazzi, svegliatevi!
Non è mai troppo tardi per capire come vanno le cose nel mondo reale.

Berlusconi e Santanchè:

9 aprile 2008

Ricatti?

Secondo Berlusconi, il Pdl potrebbe dare la presidenza del Senato al Pd se Napolitano si dimettesse, perché ora come ora "tutte" le cariche sono in mano alla sinistra "comunista". "In questo momento non si può chiedere a noi di rinunciare a una carica quando tutte le cariche sono nelle mani della sinistra", ha concluso il Cavaliere.

Rispondo citando Veltroni: "Questa è la concezione delle istituzioni che ha il principale esponente dello schieramento a me avverso. Noi vogliamo invece un paese nuovo, che abbia unità, in cui ci sia rispetto istituzionale".

Insomma, il Pdl lo chiama accordo. In altri paesi si chiamerebbe ricatto. Anche di pessimo gusto.

Buon voto!

6 aprile 2008

Contro i brogli elettorali.

Un programma anticapitalista

Continuiamo con l'esame dei programmi dei vari partiti di sinistra. Tocca ora a Sinistra Critica, costola di Rifondazione, guidata dal sen. Turigliatto, uscita a fine 2007 dal partito-madre. In sintesi i vari punti del programma:

1) emergenza salariale: aumento netto del salario medio mensile di 300 euro attraverso 3 strumenti: diminuzione dell'Irpef, recupero del fiscal drag, introduzione di un salario minimo di 1300 euro, e reintroduzione della scala mobile (adeguamento automatico dei salari all'inflazione reale). Si propone inoltre la riduzione dell'orario di lavoro a 35 ore settimanali.

2) per ottenere risorse aggiuntive per sostenere le spese del punto 1, si propone l'aumento consistente delle aliquote fiscali sui redditi più alti; la tassazione progressiva delle rendite finanziarie; l'introduzione di un'imposta patrimoniale (anche per rendere credibile e possibile l'abolizione dell'ICI sulla prima casa);

3) 10.000 ispettori sul lavoro per rendere effettiva la vigilanza sulle condizione di lavoro nelle imprese;

4) abolire le leggi sul lavoro che hanno reso il lavoro precarizzato, a cominciare dalla legge Treu, e introduzione di un salario sociale di 1.000 euro per disoccupati e precari;

5) mantenere il sistema pensionistico sotto controllo pubblico;

6) politica di lotta alle speculazioni immobiliari, di requisizione delle case sfitte, di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e di reintroduzione di forme di equo canone, per garantire a tutti e tutte il diritto a un alloggio dignitoso;

7) Riduzione drastica delle spese militari, riconversione dell’industria bellica – da tenere sotto il rigoroso controllo pubblico – progressiva riconversione dell’esercito a uso civile e finalizzato alla difesa del territorio. Nessun sostegno alle moderne “guerre umanitarie” e alle missioni internazionali, ritiro immediato e incondizionato di tutte le truppe all’estero, uscita dalla Nato, chiusura delle basi militari straniere;

8) È venuto il momento di ripubblicizzare le grandi società industriali: Telecom, Eni, Enel, Autostrade, per ridurre le tariffe e mettere al servizio sociale i lauti profitti che provengono da questi settori;

9) un’istruzione pubblica al 100%, stipendi decenti per gli insegnanti, l’immediata regolarizzazione dei precari, la fine delle Università di serie A e B prodotte dal 3+2, un nuovo status per i ricercatori, un diritto allo studio concreto fatto di una tendenziale eliminazione delle tasse e di servizi affidabili per gli studenti

10) Serve una politica di difesa ambientale al 100%: no ai rigassificatori, al ritorno del nucleare, agli inceneritori, alle centrali a carbone, alla TAV. Vogliamo un sistema integrato di raccolta rifiuti, la raccolta differenziata e il riciclaggio;

11) No alla "casta": Serve una rivoluzione democratica: riduzione drastica delle indennità almeno della metà, limite ai mandati, rotazione degli eletti, elezione delle alte cariche dirigenziali nei servizi pubblici

12) Siamo contro il razzismo e per la conquista di nuovi diritti: per il diritto di cittadinanza di residenza, l’abolizione della Bossi-Fini e del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, la chiusura dei Cpt, per la libertà di circolazione dei/delle migranti;

13) Diritti civili: Diritto alla libera sessualità, diritto all’autodeterminazione delle donne, difesa della 194, diritto ai PACS, rifiuto delle ingerenze e diritto al dissenso contro ogni dogma imposto.

14) Siamo antiproibizionisti e rifiutiamo la criminalizzazione del consumo di droghe. Per questo ci battiamo per la liberalizzazione di quelle leggere e la legalizzazione delle altre;

15) riforme istituzionali. Oggi si profila una nuova svolta autoritaria di stampa presidenzialista. Noi siamo per il proporzionale senza sbarramenti, per la libera dialettica e per i governi fondati sui programmi;


Noi siamo dalla parte dei movimenti contro la base di Vicenza, contro la Tav in Val di Susa, contro gli inceneritori e la devastazione ambientale, siamo con le donne in lotta per la propria autodeterminazione, con i lavoratori e lavoratrici per gli aumenti salariali, con gli studenti per il diritto allo studio, con il movimento lgtb per la laicità e i diritti civili contro le ingerenze vaticane.



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Le precedenti puntate:

- il programma del Partito comunista dei lavoratori;

- il programma del Partito socialista;

3 aprile 2008

Precult

Ieri, 2 aprile, a Roma si è tenuto PRECULT, un incontro con i precari del mondo della cultura organizzato dalla Sinistra Arcobaleno.

Nel video uno stralcio dell'intervento di Bertinotti, candidato premier della Sinistra Arcobaleno:



WalterEconomist

L'aveva fatto nel 2001.
E rifatto nel 2006.
E lo rifà nel 2008.

Evidentemente è un vizio.

Il settimanale inglese The Economist, che già in passato aveva definito Berlusconi "inadatto a governare l'Italia", è intervenuto anche stavolta sulle elezioni italiane, affermando che gli italiani dovrebbero votare Veltroni. A giudicare da com'è andata le volte scorse (tra sconfitte e pareggi), forse era meglio se stava zitto.
Ormai è chiaro che l'Economist porta sfiga, sù!

1 aprile 2008

Ken Critico

All'estero ...c'è chi sostiene Veltroni...
...e chi sostiene Sinistra Critica.

Il regista inglese Ken Loach ha infatti sottoscritto un appello in favore di Sinistra Critica, la formazione di sinistra anticapitalista, nata da una scissione da Rifondazione di parte del partito, sotto la guida di Franco Turigliatto. Sinistra Critica candida a premier Flavia D'Angeli.
L'appello internazionale, che trovate QUI, è già stato firmato da numerose personalità della sinistra internazionale e dei movimenti, tra cui anche esponenti piuttosto noti, come Olivier Besancenot, il candidato presidente francese del movimento di estrema sinistra Lcr.