31 marzo 2008

CHE BOTTA PER BOSELLI

Giuro che non pensavo che Zapatero prendesse così chiaramente posizione rispetto al nostro panorama politico.


ELEZIONI/MINISTRO LAVORO SPAGNOLO: ZAPATERO APPOGGIA VELTRONI E PD

Roma, 29 mar. (Apcom) - Il governo spagnolo è con Walter Veltroni. A portare l'appoggio del primo ministro iberico, Josè Luis Zapatero, al candidato premier del Partito democratico è stato il ministro del Lavoro di Madrid, Jesus Caldera, nel corso della suo intervento alla conferenza operaia del Pd a Brescia.

"Qualche settimana fa - ha esordito Caldera- l'Italia guardava con speranza alle elezioni spagnole. Oggi è la Spagna che guarda con speranza all'Italia e al Partito Democratico. Porto tutto il sostegno, con il nostro cuore e le nostre possibilità, al Partito Democratico. Così mi ha chiesto Zapatero e così faccio".Caldera inoltre ha sottolineato come secondo lui "ci sia una grande necessità di governi progressisti in Europa" e in vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile si è mostrato ottimista: "Sono cosciente che si può fare, come dicono Veltroni e Barack Obama".

Il ministro spagnolo ha poi ricordato che "Italia e Spagna sono paesi alleati, membri dell'Unione Europea, con molti interessi in comune. Per la Spagna è essenziale che in Italia ci sia un governo progressista che faccia avanzare l'idea di Europa sociale".

"Caro Walter - ha concluso il Ministro spagnolo - hai l'appoggio di Zapatero e degli spagnoli. Crediamo nel progetto del Partito Democratico. Ogni volta che una giovane di Napoli scrive in un blog un post per il progresso, l'Italia avanza. Ogni volta che un lavoratore di Milano distribuisce un volantino del Partito Democratico, l'Italia avanza. Ogni volta che una professoressa di Brescia, quando esce da scuola, decide di collaborare con il progetto di Veltroni e di Damiano, la speranza si amplia. Voglio aggiungermi a questa speranza. Viva il Pd, viva un'Italia progressista. Avete il nostro appoggio".

27 marzo 2008

La penitenza.

25 marzo 2008

Il programma socialista...

Continuiamo l'analisi dei programmi degli schieramenti della sinistra... con il Partito Socialista questa volta (sostiene Boselli come candidato capo del governo).

1. Le sfide globali
Rafforzare il ruolo dell'ONU e delle istituzioni multilaterali, soprattutto per una più completa applicazione nel mondo dei diritti umani e per estirpare la povertà e il sottosviluppo.

2. Riforma delle istituzioni
Superare il bicameralismo perfetto andando verso una Camera legislativa ed una Camera delle Regioni. Prioritaria è la riforma dell'ordinamento giudiziario, mantenendo la completa autonomia e indipendenza della magistratura: assicurare lo snellimento delle procedure processuali; attuare la separazione delle carriere tra giudice neutrale e pubblica accusa; garantire la certezza della pena. Occorre, quindi, liberalizzare e regolamentare il mercato radiotelevisivo e pubblicitario, superando l'attuale duopolio e favorendo l'ingresso di nuovi operatori. In questo contesto è necessaria una legge sul conflitto di interessi, che eviti concentrazione di potere politico, economico, finanziario e mediatico nelle stesse mani.
3. Equità e sviluppo
Chiave di volta dello sviluppo è l’innovazione: - occorre un aumento straordinario della spesa pubblica e privata per la ricerca, per avvicinarsi all’obiettivo del 3% del Prodotto Interno Lordo fissato dal Trattato di Lisbona; - un aumento della dotazione di fondi per la scuola pubblica e dell’università; - liberalizzazioni, con priorità a quelle misure che toccano le lobby e gli interessi più forti, a cominciare dal cartello oligopolistico delle assicurazioni; - centralità del merito nella Pubblica Amministrazione e nuove regole per la contrattazione sindacale in grado di incentivare la produttività.
4. Nord e Sud
Il Mezzogiorno è la parte dell'Italia che ancora soffre dei ritardi più gravi. Le risorse comunitarie devono essere usate meglio. Al sistema delle elargizioni da parte delle casse dello Stato alle imprese si deve sostituire l’investimento pubblico per infrastrutture, servizi, formazione e ricerca. Il nuovo modello di welfare deve gradualmente spostare le tutele dal posto di lavoro all’individuo. Non si tratta di ridurre i diritti ma di introdurne di nuovi e più forti. A dover essere contrastati sono soprattutto gli abusi e le illegalità nel mercato del lavoro che generano livelli ancora più elevati di precarietà e di insicurezza. E' essenziale garantire una formazione continua dei lavoratori, giovani e anziani, i cui costi siano a carico delle imprese. Occorre trasformare la perdita del lavoro da dramma a occasione di riqualificazione professionale.
5. Formazione per tutti
Occorre difendere la scuola pubblica perché soltanto lo Stato deve garantire pari opportunità per tutti. Non deve esistere una scuola per i poveri ed una per i ricchi. Le scuole private devono essere libere, ma non possono pretendere di essere finanziate dallo Stato.
6. Diritti e doveri
Aumentano i single e le coppie di fatto. La politica non può ignorare queste nuove realtà e deve riconoscere pari dignità giuridica a tutte le cittadine e a tutti i cittadini. I diritti delle coppie composte da persone dello stesso sesso debbono essere garantiti; è urgente approvare efficaci norme antidiscriminatorie e antiomofobia e permettere alle persone transessuali di ottenere la rettifica del sesso con regole meno restrittive, in sintonia con la legislazione europea. Occorre regolamentare le unioni civili riconoscendo alle coppie stabili di poter formalizzare il proprio rapporto con un contratto che abbia natura personale e patrimoniale, con effetti anche rispetto ai terzi.
7. Laicità
Nessuno vuole aprire in Italia una guerra di religione. Ciò che è rivendicato dai laici, credenti e non credenti, sono le stesse condizioni esistenti nei principali paesi europei tra Stato e Chiesa. L’impegno del partito socialista I socialisti, che hanno segnato con le proprie lotte civili e sociali la storia d’Italia, si impegnano a portare avanti nel Parlamento, eletto il 13 aprile, con rigore, coerenza ed onestà, principi di onestà e giustizia sociale, di sicurezza e di pace.
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Un programma basato dunque sulla laicità e una concezione umanista-liberale, che pone a centro l'individuo come titolare di diritti e destinatario delle politiche pubbliche. E dall'altro una politica economica che sceglie la ricetta liberale per superare la catena di privilegi e corporazioni che inibiscono lo sviluppo. L'aspetto più originale, e riformista in senso stretto, è l'idea di trasferire le tutele dal lavoratore al cittadino. Un cambio di mentalità che è forse il punto di approdo più moderno dei partiti riformisti-socialisti europei (peraltro in questo punto Pd e Ps si assomigliano, alla fine è la laicità a differenziare davvero i due programmi).

La deriva.

Alitalia

Questa mattina ho guardato una puntata di OMNIBUS dedicata ad Alitalia.
Niente politici, solo giornalisti.
Che bello, ho pensato, almeno faranno un po' di approfondimento e ci capirò qualcosina di più.
Invece?
Invece mi hanno ulteriormene confuso le idee.

1. Altro che approfondimento. Qui ognuno ha la sua idea e la difende. Basta. Senza spiegare. Senza farci capire una beneamata mazza.
Ognuno a difendere la propria idea e la propria parte politica.
Il proprio protettore.
Che palle.

2. Per una volta nella vita sono daccordo con un giornalista di Panorama (cosa che, cercate di capire, mi sconvolge parecchio).
Ma siamo proprio sicuri che gli italiani non ci dormono per questa cosa di Alitalia?
Casomai non ci dormiranno i dipendenti della compagnia... comprensibilmente.
Ma che gli italiani si straccino le vesti perchè resti italiana.
Bah.
A mio modo di vedere l'importante è che fornisca un buon servizio ad un prezzo accettabile. Ma che... è una cosa tanto strana?
e basta soldi pubblici! che servono ad altre cose.
Ma i liberali in questo paese dove si nascondono?
I capitalisti italiani sono innamorati della libera concorrenza... ma solo finchè riguarda gli altri!

3. Nel corso della puntata qualcuno (forse lo stesso giornalista di panorama) è riuscito a dire che non dobbiamo vendere ai francesi perchè i francesi sono antipatici.
Che fantastica analisi! Fantastici i nostri giornalisti. Utili alla comunità... eh!
A dire queste cazzate stereotipate sono capace pure io.

4. Tra i giornalisti invitati c'era pure il conduttore di Tetris, Luca Telese.... un uomo insopportabile.
Interrompe di continuo. Non lascia parlare i suoi colleghi.
Io odio quando si parlano addosso. Non capisco niente.
Lui poi è veramente maleducato, ma chi ha deciso che lui ha la verità rivelata in tasca?
Interrompeva di continuo tutti quanti.
Mica è la tua trasmissione.

24 marzo 2008

La lite tra Michele Placido e Raffaele Lombardo

LA NOSTRA CITTA'

Ho ricevuto questo invito via posta elettronica.
Mi sembra una cosa interessante. Io cercherò di esserci, nonostante la mia impietosa agenda.
Spero vi faccia piacere la segnalazione.
Laura
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Giovedì 27 marzo - ore 20.30
KNULP - via Madonna del mare, 7/a - Trieste - tel 040-300021
(ingresso libero)

LA NOSTRA CITTÀ

Una finestra sull'immigrazione a Trieste attraverso gli occhi di cinque ragazzi del Collegio del mondo Unito dell'Adriatico. Il documentario è il prodotto dell'osservazione di cinque allievi del Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico (Duino), originari del Sud Africa, dell'Uruguay, della Lettonia e della Slovenia.
L'obiettivo è raccontare alcue storie di immigrati a Trieste, sviluppando un percorso di scoperta, incontro e reciproca conoscenza tra i giovani studenti e volontari italiani e stranieri di Mondo 2000 e gli immigrati stessi, cercando di dare un assaggio dell'estrema eterogeneità dei vissuti e dell'esperienza quotidiana degli immigrati a Trieste, e facendo anche, indirettamente, riflettere gli immigrati sulla propria storia e collocazione all'interno del tessuto sociale.

Info:
Social Service and International Affairs, UWCAD - United World College of the Adriatic, Duino 29,
34011 Duino Aurisina(TS), Italia
http://www.uwcad.it - Tel (+39) 040 3739559 - http://www.myspace.com/primipiani

23 marzo 2008

Demoskopica.

20 marzo 2008

Alitalia : Berlusconi, una cordata di imprenditori italiani per la compagnia di bandiera.

VELTRONI A TRIESTE






18 marzo 2008

Colaninno, l'ottimismo della volontà.

Il nuovo dominio di Macedonia Rossa!

Una novità per il nostro blog.
Da ieri abbiamo attivato il dominio internet

Ora il blog Macedonia Rossa sarà raggiungibile direttamente dal dominio personalizzato.
Se avete linkato il sito, ricordatevi di cambiare l'URL del link; in ogni caso il vecchio dominio Blogger (macedoniarossa.blogspot.com) resterà ancora attivo per tre mesi.

15 marzo 2008

La Lega in affanno

Ogni tanto vale la pena di fare un'escursione a destra, per vedere cosa combinano gli "altri", rispetto all'oggetto principale di questo blog, che è la sinistra, anzi "le" sinistre (e il fatto di occuparci un po' di tutte le sinistre ribadisce la nostra convinzione che i sentimenti e le aspirazioni ideali che le muovono siano comuni a tutta la sinistra al di là dei diversi programmi concreti).
E questa volta tocca alla Lega. Vi segnalo QUESTO articolo pubblicato su l'Unità a firma di Gigi Marcucci.
Vogliono che Treviso diventi una «città aperta», sono stanchi del «risolino» che allunga le labbra degli interlocutori quando si parla della loro città. Che non è solo la patria di Giancarlo Gentilini, il sindaco «sceriffo» che voleva usare gli immigrati per migliorare la mira dei cacciatori. La Marca è soprattutto terra di lavoro e immigrazione legata al lavoro. Il 10% della popolazione è straniera e il fenomeno non è recente. [...] Forse è anche l´opinione delle 4.152 persone che hanno aderito all´appello «Treviso città aperta» - sottoscritto, tra gli altri, dal poeta Andrea Zanzotto e dall´attore Marco Paolini - a rendere lenti e meno fragorosi del solito i movimenti della Lega. Il testo è rimbalzato su Le Monde, che con il New York Times, aveva già acceso i riflettori sulla piccola patria leghista. Tra le firme ci sono quelle di imprenditori (52), sacerdoti (25) docenti universitari, commercianti, insegnanti, operai, pensionati. [...] E nonostante la dichiarata distanza dall´impegno politico diretto, aiuta a capire come mai, tre giorni fa, 2000 persone siano andate ad ascoltare Walter Veltroni, il primo leader nazionale del centrosinistra a esaltare in campagna elettorale il rischio d´impresa, il primo a cercare di aprire una breccia breccia nel solidissimo «muro» delle partite Iva.
l'articolo completo continua qui...

13 marzo 2008

Berlusconi da un consiglio ad una giovane precaria.

11 marzo 2008

Partito comunista dei lavoratori: il programma

Il programma del Partito comunista dei Lavoratori, che candida a capo del governo Marco Ferrando, è rintracciabile all'indirizzo:




In sintesi il PCL propone sei punti d'azione da cui partire per trasformare il paese:
1) la retribuzione di un deputato sia uguale al salario medio di un lavoratore e l’abolizione del Senato;
2) Contro la barbarie degli omicidi bianchi nei posti di lavoro, l’inasprimento delle pene per i padroni responsabili dell’insicurezza, l’esproprio senza indennizzo per le imprese e sotto controllo operaio;
3) Contro l’usura dei mutui contratti da milioni di lavoratori, la nazionalizzazione senza indennizzo delle banche (ovviamente senza toccare un euro al piccolo risparmio); la creazione di un’unica banca pubblica sotto il controllo popolare, come mezzo di sostegno a lavoratori e artigiani, piccoli commercianti, oggi torchiati e truffati dalle banche;
4) il ritiro immediato delle truppe italiane da tutti i teatri di guerra e comunque da tutti i paesi esteri in cui sono attualmente; la nazionalizzazione senza indennizzo dell’industria bellica; il riconoscimento del diritto alla resistenza di tutti i popoli oppressi e l’abolizione dei servizi e della diplomazia segreti;
5) contro l’offensiva oscurantista reazionaria del Vaticano contro la scienza e le donne, il rafforzamento del diritto all’autodeterminazione delle donne; l’abolizione dei fondi pubblici alle scuole e università confessionali, la tassazione progressiva del patrimonio ecclesiastico (oggi esente da IVA e ICI), l’esproprio delle grandi proprietà immobiliari della gerarchia vaticana da destinare ad uso sociale;
6) la massima libertà per la ricerca scientifica perché solo la scienza ha favorito il benessere dell’umanità migliorando le tecniche e aumentando il controllo della natura; ma per migliorare la scienza e la tecnica è necessario liberarle anche dalle pressioni del mercato, eliminando i brevetti e l’utilizzo privato delle scoperte scientifiche.

Un mix di tradizione e modernità il programma del PCL che partendo da dogmatici assunti della teoria marxista, rintracciabili nelle proposte di nazionalizzazione del sistema bancario, arriva a affrontare il problema del rapporto tra scienza e società, tra stato e chiesa, più che mai attuali negli ultimi anni.

10 marzo 2008

Ista, ista, ista, Espana es socialista!

Il weekend appena trascorso regala al centrosinistra europeo due importanti vittorie. Quella trionfale del Partido Socialista Obrero de Espana, che Zapatero ha portato alla vittoria confermandosi alla testa del governo spagnolo dopo la vittoria del 2004. E quella nelle municipali francesi da parte delle sinistre, in primis il Parti Socialiste francese che lo scorso anno perse con Segolène Royal le presidenziali.
Se in Francia più che merito dei socialisti è stata la delusione per Sarkozy ad aver spinto gli elettori francesi ad un vero e proprio voto di protesta, in Spagna Zapatero ha convinto gli elettori, con una rimonta negli ultimi mesi dopo che lo scorso anno la politica di apertura verso l'ETA era stata pagata in termini di consenso, anche perché l'ETA aveva in seguito ripreso gli attentati sconfessando nei fatti l'apertura governativa.
In Italia, inevitabilmente, è la corsa a dichiararsi la versione italiana dei socialisti spagnoli, con Bertinotti che afferma che il Pd non è un partito socialista e non ha nulla a che vedere con il Psoe spagnolo, i Socialisti di Boselli che dichiarano di essere gli unici socialisti italiani, e il Pd che con Veltroni afferma che dalla Spagna arriva il soffio di un'aria nuova che spira sull'Europa.
Quello spagnolo è tuttavia un voto che potrebbe lasciare a Bertinotti anche amare sorprese: Zapatero vince con una ricetta riformista e liberaleggiante, più vicina al Pd che alla Sinistra Arocbaleno (ma attenzione: Zapatero non ha evitato lo scontro né con gli USA né con la Chiesa quando si è trattato di portare a termine il proprio programma di governo. Ce la farà il "buonista" Veltroni?), mentre Izquierda Unida (erede del Pce, il partito comunista spagnolo confluito in questa federazione dell'estrema sinistra) viene fortemente penalizzata e si riduce a soli 3 deputati.

Zapatero riconquista la Spagna



Mi vien una gran voglia di trasferirmi in Spagna.
Per Zapatero... e soprattutto per gli spagnoli... che premiano chi allarga i diritti
e lo fa... e basta... e poi si dedica anche ad altro... non è che ne parla e straparla per poi dire che però le priorità sono altre

ma che... magari se ci proviamo anche noi... magari funziona?
e magari gli italiani pure ci premiano

magari i cattolici del mio partito ci arrivano a capire che il mondo va avanti anche senza il benestare del papa?

si può fare?
si possono prendere decisioni chiare?

Leggere anche: Veltroni: «Spira un vento nuovo»

Con Zapatero, ha vinto la scelta sua e del suo governo di investire in azioni e leggi che promuovono libertà e responsabilità delle persone
Barbara Pollastrini

6 marzo 2008

MASTELLA RINUNCIA A CANDIDARSI

4 marzo 2008

Dieci Comandamenti di Confindustria.