31 gennaio 2008

Per le riforme.

Cosa Bianca all'ombra di Marini?


Ce la farà Marini a creare un governo? o semplicemente ci guiderà alle urne?

Vabbè li vedremo, non siamo indovini.

La cosa interessante è che tutta l'operazione di creazione di un governo per le riforme si regge, tramontata l'ipotesi di un accordo Pd-FI, sulla riagglomerazione attorno ad un progetto di riforme istituzionali e stabilità economica, delle forze centriste e moderate.

Non tanto di Balena Bianca si parla (ma certo la Diccì ha il suo fascino per molti...) ma di creare un contenitore per quell'elettorato stufo di inutili contrapposizioni, insoddisfatto dei due schieramenti, e che tendenzialmente oggi guarda forse più al centrodestra, soprattutto perché questo tipo di elettorato, se guardava a sinistra, tende a essere già intercettato, o intercettabile, dal Pd.

Tuttavia, c'è un MA.

Eh sì, c'è sempre un Ma!

Montezemolo, Pezzotta, Monti, Draghi, Baccini. Tutti vogliono le riforme, il governo di resposanbilità, dei moderati. Ma chi si esporrà per primo?

E chi rischierà fino in fondo di correre alle elezioni come primo vero credibile "terzo polo"? Eh sì perché un Montezemolo candidato forse non vincerebbe, ma potrebbe sottrarre ai due poli un 20% di elettorato stabilizzando l'esistenza di un centro che, in un sistema proporzionale, potrebbe essere determinante. Oppure sfruttando un sistema che prevedesse l'elezione diretta del premier, un buon candidato centrista (Montezemolo? Casini?) potrebbe puntare direttamente alla leadership...

Ah, breve appunto: se avete notato che Bankitalia, Chiesa, finanza e COnfindustria vedono di buon occhio questo scenario, non avete visto male: i governi centristi, si sa, premiano sempre lo status quo e i poteri forti.

Ricordate il Gattopardo? Cambiare tutto per non cambiare niente...

26 gennaio 2008

Che succede in Rifondazione?

Quale sarà la linea di Rifondazione nei prossimi mesi? Per il principale partito alla sinistra del Pd, sarà la ripresa della strategia di alternativa alle forze riformiste (e dunque in competizione, anziché alleanza, con il Pd) o prevarrà l'idea di una collaborazione, anche se forse dall'opposizione?


Vi rimando all'articolo di Andrea Scarchilli su Aprileonline, all'indomani della Direzione nazionale di Rifondazione, con stoccate anche al Pdci, i mugugni delle minoranze interne e i distingui di Ferrero.


Dimissioni!

Cuffaro (UDC), presidente della Regione Sicilia, è stato condannato a 5 anni in primo grado in un processo di mafia. Lui che fa? Festeggia! A base di cannoli...

Giusto per ricordare che il centrodestra che ora rischia di andare al governo è questo: quello che ha decine e decine di parlamentari inquisiti o già condannati per mafia, falso in bilancio, corruzione e così via...


...pare che a far scandalo sia stato di più il festeggiamento che la condanna. Cmq sia ora si chiedono le sue dimissioni... che farà Cuffaro?


Intanto qui sotto vedete i manifesti di Rifondazione:


25 gennaio 2008

E' morto il centrosinistra?

Secondo Ezio Mauro, direttore di Repubblica, con Prodi muore il centrosinistra come progetto e idea politica. Un'idea che ha attraversato l'Italia repubblicana negli ultimi quarant'anni, da Moro e Rumor a Berlinguer, e poi Prodi.
Con Prodi muore cioè l'idea che si possano raggruppare entro un progetto e un percorso politico condiviso, una cultura condivisa, tutte le forze alternative alle destre. E di fatto questo fallimento apre la strada, probabilmente, ad un periodo di strapotere delle destre.

La lucida analisi di Ezio Mauro è QUI sul sito di Repubblica.

Alcuni stralci:
"Ciò che è finito davvero, infatti, è l'idea di un'ampia coalizione che raggruppi insieme tutto ciò che è alternativo alla destra, comunque assemblato, e dovunque porti la risultante. Prodi è morto politicamente proprio di questo. È morto a destra, per la vendetta di Mastella e gli interessi di Dini, ma per due anni ha sofferto a sinistra, per gli scarti di Diliberto, Giordano e Pecoraro, soprattutto sulla politica estera."
"Prodi coltivava in realtà un'ambizione culturale, prima ancora che politica: quella di tenere insieme le due sinistre italiane (la riformista e la radicale), obbligandole a coniugare giustizia e solidarietà insieme con modernità e innovazione, in un patto con i moderati"
"Anche le cose migliori che il governo ha fatto, sono state spezzettate, spolpate e azzannate dal famelico gioco d'interdizione dei partiti, incapaci di far coalizione, di sentirsi maggioranza, di indicare un'Italia diversa"


Voi che ne pensate? Lasciate un commento a questo post...

Crisi di governo.

23 gennaio 2008

E ora?




Dalla Camera è arrivata oggi la riconferma della fiducia a Prodi. Ma al Senato ci sarà?

E se anche ci fosse, sarà il governo in grado di governare? O sarà un lungo rantolo di agonia?

E alla sinistra è davvero utile agonizzare e spegnersi lentamente? O non sarebbe meglio morire con dignità (subito)?



E soprattutto.. ha ancora qualche senso continuare l'esperienza di una coalizione in cui ognuno pensa per sè ma la maggior parte non pensa affatto?

20 gennaio 2008

LAICITA', NUOVO CIVISMO E VALORE DELLA PERSONA

Laicità e Civismo


Si discute molto di laicità, diritti civili e temi ‘eticamente sensibili’. Lo si fa sui giornali, con saggi, nelle istituzioni, nei partiti. Lo fanno le religioni. Lo fa la Chiesa cattolica. E ovviamente la politica. Dico, Cus, testamento biologico, fecondazione assistita, interruzione volontaria della gravidanza, rispetto dell’orientamento sessuale e lotta all’omofobia, il grande capitolo della convivenza: da mesi sono alcuni temi del confronto politico e pubblico. Per molte ragioni è una discussione inevitabile. Quegli argomenti, infatti, alludono a domande di “senso” fondamentali per la democrazia e per l’autonomia della politica. Per classi dirigenti che sentano l’onere di contribuire a una nuova etica pubblica. Questa discussione ovviamente accompagna, e per certi versi scandisce, la nascita del Partito Democratico. Ne interroga scelte e cultura politica. Pensiamo sia una riflessione strategica per l’avvenire del progetto. E però scorgiamo una sovrapposizione di concetti che ci preoccupa. Il punto è che si scambia di frequente la richiesta di legittimi diritti civili per tematiche etiche. L’effetto è che l’estensione arbitraria, o comunque non sufficientemente argomentata, della sfera eticamente sensibile rende più confusa la discussione e la ricerca di un approdo condiviso anche dentro il centrosinistra. A questa difficoltà se ne somma una seconda legata al processo costituente del Partito Democratico. La riassumiamo così. Quale dev’essere, o può ragionevolmente diventare, l’equilibrio tra il pluralismo delle posizioni interne al nuovo partito e la scelta dei principi costitutivi che definiscono oggi la cultura politica delle Democratiche e dei Democratici? Su questo piano manifestiamo la nostra inquietudine. Guardiamo ad esempio con qualche timore a posizioni, certamente minoritarie nel Pd e nella società italiana, che restituiscono all’omosessualità una patente di malattia da curare, concetto abbandonato da tutte le democrazie occidentali anche in seguito alla chiara affermazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Più in generale viviamo come un limite la difficoltà del nuovo partito di elaborare sul terreno della cittadinanza, dei diritti e delle responsabilità del singolo, una chiave indispensabile della propria identità. Il che non equivale all’imposizione di un unico punto di vista su questioni complesse, ma esige appunto un chiarimento sul significato di termini decisivi per il vocabolario e l’azione del Pd, e dunque per la sua idea di progresso e modernità. Ne indichiamo alcuni. I diritti umani e civili. Il valore della persona, la sua libertà e responsabilità. L’autonomia femminile. L’indipendenza e il principio di precauzione della scienza, l’autonomia dei pazienti nella scelta delle terapie come indicato dalla Costituzione. La cittadinanza piena e il contrasto a ogni forma di discriminazione, sia essa di origine etnica, di genere, di appartenenza religiosa o culturale, di orientamento sessuale. Crediamo che questi temi siano determinanti per la crescita civile ed economica dell’Italia e sentiamo il dovere di alimentare questa discussione nel processo costituente del nuovo partito. Intendiamo farlo nel rispetto delle regole che il nuovo statuto definirà. Decideremo insieme se si tratterà di un forum, di un associazione o di altro. Ma è comunque sulla base di un’esigenza di confronto, approfondimento e chiarezza che abbiamo deciso di promuovere un primo seminario su questi temi e sul percorso da avviare nelle prossime settimane.

19 gennaio 2008

Il P.D. corre da solo.

10 gennaio 2008

Dialogo sui massimi sistemi.

6 gennaio 2008

C'era una volta la Costituzione....

La Costituzione compie quest'anno 60 anni. Era entrata in vigore infatti il 1° gennaio 1948. Si è trattato del prodotto politico del gruppo dirigente che ricostruì l'Italia dopo aver partecipato alla sua liberazione dal nazifascismo.
Era una classe politica nella quale molti avevano fatto parte del CLN (il Comitato di Liberazione Nazionale) o il CLNAI che aveva operato al Nord oltre le linee alleate.
Fu una classe politica che decise di anteporre il bene del paese ai propri interessi di parte politica. L'Assemblea costituente, quel prodotto di democrazia in cui per la prima volta votarono tutti gli italiani, donne comprese, riuscì a far collaborare PCI e PSI, DC e PLI. Insomma tutti. Certamente con l'unica eccezione delle forze politiche neofasciste che pure videro da quella Costituzione garantita la propria libertà di espressioen democratica.
Vi rimando alle riflessioni comparse sul sito di Sinistra Democratica a firma di Michele Prospero. Aggiungiamo che è sconfortante vedere come oggi i partiti politici, sia a destra che a sinistra, usino la Costituzioen come merce di scambio politico. Iniziò D'Alema con la bicamerale: luogo dove praticare l'arte dell'inciucio, fu poi la volta della scellerata legge sul federalismo votata dal centrosinistra nel 2001, il primo esempio di riforma costituzionale fatta per interesse puramente elettorale. Fu poi la volta della riforma decisa dal centrodestra in unno chalet di montagna... altro che Assemblea costituente.
E oggi siamo al punto in cui per fare juna nuova legge elettorale ogni partito pone paletti e vuole una legge fatta a sua propria misura. Responsabilià per il paese: zero.

Veltronì.

1 gennaio 2008

NAPOLITANO: NO ALLA SFIDUCIA, SERVE IMPEGNO