Tentenna tra passi indietro e dichiarazione roboanti, tra buoni propositi e difficoltà oggettive, il progetto della Cosa Rossa, ovvero lo sbocco naturale della Sinistra Europea lanciata da Rifondazione, da una parte, e dei fuoriusciti ex-diessini di Sinistra Democratica.
Mentre mi permetto di segnalare i manfiesti di Sinistra democratica che sono comparsi di recente in alcune città italiane, c'è da segnalare i problemi interni a casa Giordano, ovvero il segretario nazionale del Partito di Rifondazione Comunista.
Giordano, si sa, non è Bertinotti. E se Bertinotti aveva vinto al congresso di Prc con poco più del 50% contro le ali ferrandiane e turigliattiane, si può ora immaginare le difficoltà che incontra Giordano. Che non a caso pensa di affidare ad altri, più carismatico e vincente, e cioè Nicola "Nichi" Vendola, presidente della Regione Puglia, la guida della futura Cosa Rossa, con beneplacito di Mussi.
I problemi di Giordano (che è italiano, non giordano ...lo dico perché non è nasseriano) nascono dal fatto che la trasformazione/sparizione di PRC in "Cosa Rossa/Sinistra europea" è osteggiata da parte rilevante del suo partito. Già lo era Sinistr Europea quando ciò significava confondersi/fondersi con i Movimenti. E ora che si tratta di andare con gli ex-post-comunisti mussiani, e ancor peggio si parla di socialismo.... bè capite che quella parte di PRC che viene da Democrazia Proletaria... vomita scintille di odio e nausea. Paolo Ferrero, ministro per la solidarietà sociale, aspira da tempo alla leadership di PRC... e vede come fumo negli occhi il progetto della Cosa Rossa... al massimo va bene una Federazione con il resto della Sinistra radicale e movimentista.
E poi ci sono i trozkisti "duri e puri". Dopo l'uscita di Ferrando all'indomani del congresso del giugno 2006 che elesse Giordano, sono rimasti comunque numerosi, e sono la principale spina nel fianco del progetto di un soggetto unitario a sinistra del PD.
Ce la faranno i nostri eroi (Bertinotti, Mussi, Giordano)?


